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Intervista al mister dei portieri

Storie di numeri uno. Del ruolo calcistico più difficile e controverso. Quello che fa passare da eroe nazionale a nullità. Per chi ha le ali e vola su ogni pallone difendendo la propria porta non esiste età e non esistono ostacoli.

E nella Polisportiva Junior Coriano, il preparatore è un ragazzo giovanissimo, prodotto stesso del vivaio e portiere di calcio del Verucchio in Prima categoria. Così è più facile per i baby aspiranti Buffon, apprendere e imparare i trucchi di un mestiere spettacolare e ignobile allo stesso tempo. Alessandro Maggioli, classe ’92, da quest’anno allena i portieri della Junior Coriano, dai Pulcini agli Allievi.


Mister, come si sta trovando in questa nuova veste nella società che l’ha cresciuto calcisticamente?

“Io sono proprio di Coriano e premetto che per me è una novità, ho soltanto 23 anni quindi inizialmente c’era anche un po’ di timore se vogliamo, perché lavorare con i ragazzi è sempre un’arma a doppio taglio. Ringrazio la società per questa splendida opportunità, devo dire che mi sto trovando benissimo. Gioco a calcio da dodici anni e sono cresciuto proprio alla Junior Coriano prima di passare al Tropical in Promozione, poi a Misano e ora al Verucchio in Prima categoria, quindi conosco benissimo la società e l’impatto iniziale è stato subito positivo”.

Come imposta il lavoro con i portieri?
“Ho diviso l’attività in due gruppi. Due volte a settimana alleno i più “grandi”, quindi mi concentro su aspetti specifici passando dalla fisica e la forza del martedì alla maggiore cura di tecnica e rapidità il giovedì, quando ci avviciniamo alle partite. Il venerdì invece lavoro con i Pulcini e tutti coloro che vogliono provare, ovviamente in questo caso gli aspetti prioritari sono il divertimento e le impostazioni di base”.

Ha un idolo tra i pali a cui si ispira?
“Se parliamo di allenatori no, anche se mi aggiorno continuamente su internet, se parliamo invece di calcio giocato, ovviamente ognuno ha il suo e il mio è Handanovic”.

Quali sono i suoi punti di forza da calciatore?
“Mi piace molto guidare la squadra, mi aiuta a restare concentrato. Mi ritengo abbastanza equilibrato in tutto, prediligo le uscite basse e tra i pali me la cavo”.

Tornando al ruolo di allenatore, quali sono gli aspetti che la stimolano maggiormente?
“Allenare è divertente ma anche difficile, i ragazzi sono nella cosiddetta età dello sviluppo e quindi è più complicato gestire certe dinamiche, ma gratifica sentirsi importante per loro e vedere che ti seguono negli esempi e nei suggerimenti. Siamo un bellissimo gruppo, poi i ragazzi stanno crescendo bene, dall’inizio della stagione ho notato grandi miglioramenti, qualcuno di loro può avere anche delle prospettive per un futuro importante, bisogna sempre però fare i conti anche con il carattere, che è un aspetto essenziale”.

Mister, qual è il suo pensiero sui portieri italiani al momento?
“Se prendiamo come riferimento la serie A, attualmente in circolazione ci sono giovani interessanti, ma non fenomeni, mi vengono in mente, per fare alcuni nomi, Donnarumma, Sportiello e Consigli. A mio avviso siamo un po’ carenti nella produzione di talenti e questo problema parte spesso dagli allenatori, quindi è indispensabile concentrarsi sul lavoro. Il portiere non va giudicato per una partita, perché può sbagliare o fare il miracolo ma questo non basta, bisogna infatti seguirlo accuratamente, è la costanza che conta”.

I PORTIERI
Samuel Cavicchi, Federico Mazza, Diego Arrosti, Matteo Gamberini, Manuele Muccioli, Giacomo Troiani, Sebastiano Savoretti, Elia Digiuli, Manuel Nigro, Loris Lazzaretti, David Crescentini, Nicola Savioli, Nicolò Bianchi, Andrea Conti, Thomas Semprini, Manuel Depaoli.

Luca Filippi
Addetto alla comunicazione Polisportiva Junior Coriano.