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La Pol. Junior Coriano abbraccia la Fondazione Ema Pesciolino Rosso

Toccante ed estremamente educativa la testimonianza raccontata da Gianpietro Ghidini martedì sera di fronte a una platea numerosissima. Dalla tragica perdita di un figlio giovanissimo nel 2013, alla nascita dell’associazione Ema Pesciolino Rosso nella sua memoria, per aiutare i ragazzi a non ripetere certi errori e guidarli nel difficile cammino della vita, alla luce di un rapporto di complicità con i genitori.

Alla serata ha preso parte l’Amministrazione Comunale corianese guidata dal sindaco Domenica Spinelli e anche la Polisportiva Junior Coriano, a partire dalla dirigenza fino ad arrivare ai tesserati assieme alle loro famiglie, ma non solo, visto che il teatro era gremito.

Gli spunti di riflessione sono stati tantissimi sia per i figli sia per i genitori. A fare gli onori di casa il sindaco, Domenica Spinelli: “Vogliamo essere la città del sociale e alcuni progetti lo dimostrano come la comunità di San Patrignano, Montetauro, l’Unità educativa sperimentale, la nascita della prima casa Papa Giovanni e la fondazione Simoncelli. Non c’è un manuale di istruzione per diventare genitori, a volte ascoltando le esperienze altrui si impara ancora di più”.

È salito poi sul palco il papà di Emanuele, accompagnato dai video, a raccontare la struggente storia del figlio scomparso all’età di 16 anni dopo essersi buttato nel fiume sotto l’effetto di droghe. “Ha sbagliato ma ha pagato con la sua vita, ogni tanto qualcuno tenta di portarti dentro, ma bisogna avere la forza di isolarsi, quello è il primo passo per diventare uomini e donne vere, non è seguendo il branco di pecore che si cresce”.

Dopo aver ribadito che un genitore è pronto a dare la vita per il proprio figlio, Gianpietro Ghidini è passato a raccontare il funzionamento del cervello e delle sinapsi e ha ribadito l’importanza di non essere indifferenti. “Quando è successo quel tragico fatto, i sentimenti istintivi sono quelli della rabbia e di volermi fare giustizia da solo, ma poi ho capito che il dolore non si affronta con l’odio, anzi servono amore e perdono. Quando vado nelle scuole, non c’è gioia più grande “istruire” un ragazzo e poterlo abbracciare”.

Di fronte a tragedie simili, è incredibile come nonostante tutto si riesca a trovare la forza per andare avanti. “Nella vita non bisogna eliminare il dolore, ma accettarlo, quello che si dovrebbe fare è accettare la paura della sofferenza, se riusciamo ad amare, troveremo l’energia per essere migliori, a volte basta un sorriso per cambiare tutto, in questo mondo malato si fa di tutto per convincere i figli che non valgono”.

Importante anche non bruciare le tappe. “Le quattro dipendenze più pericolose sono l’alcol, la droga, la pornografia e il gioco d’azzardo, concentriamoci invece sulle cose che fanno stare bene come lo sport, una pratica che libera endorfine per il benessere. Le troppe comodità di oggi saranno i fallimenti di domani, è importante fare scelte libere e consapevoli”.

Ovviamente nell’accompagnare i bambini, è fondamentale il ruolo dei genitori. Lasciamoli volare, è importante per i genitori valutare i figli dal punto di vista mentale ed emozionale, senza assorbire la loro energia, cerchiamo il coinvolgimento e spieghiamo, nel limite del possibile, anche i nostri problemi”.

Oltre alla presentazione dei libri come Lasciami volare e “Hope”, Gianpietro ha raccontato anche alcune iniziative nelle scuole, poi “l’esperimento” di far accomodare genitori e figli in una stanza con psicologi e insegnare, tra le altre cose, come mantenere l’autostima e non distruggerla.

In procinto anche un progetto per la sicurezza sulle strade, ma tante altre idee, nel nome e l’amore eterno per Emanuele.

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Luca Filippi
Addetto alla comunicazione Polisportiva Junior Coriano.